Val D’Aveto, scrigno naturale del Tigullio - Travel Mountain Blog
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Val D’Aveto, scrigno naturale del Tigullio

Di: Mirko Sotgiu - September 20, 2013


Fra poche settimane terrò il consueto workshop di fotografia, nella Val D'Aveto. Arrivato quest'anno (2013) alla settima edizione, ho deciso di continuare a mantenere questo appuntamento in mod che queste valli, boschi e montagne possano essere conosciute da tutti colori amano la natura, la fotografia e passare un po di tempo in questa località ligure molto tranquilla.

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Quello che penso è un po di parte, sono nato da quest parti. La Val d’Aveto è uno scorcio di Liguria, fra monti, pascoli, boschi, laghi e torrenti, graziosi paesi che d'autunno si trasformano in un paesaggio per pittori impressionisti. Non lontano da Chiavari, si può notare la ricca biodiversità, dovuta ai diversi climi della zona. Il Parco Naturale della Val D'Aveto sorge a cavallo del crinale dell'appennino ligure che divide la riviera dalla pianura Padana. Da un versante all'altro si passa quindi da una vegetazione di macchia mediterranea verso il mare ai boschi di faggio, abete e betulle nel versante a Nord.

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Le montagne del Parco arrivano fino ai 1800m del monta Maggiorasca (a S.Stefano D'Aveto) il  Groppo Rosso (m. 1594), il Penna (m. 1735) e l’Aiona (m. 1701). Da tutte le vette si gode di un panorama a 360° sull'appennino e il vicino golfo del Tigullio. Particolarità del Monte Aiona è la presenza di una diverso campo magnetico dovuto alle formazioni geologiche del sottosuolo, di cui abbiamo già scritto in questo articolo (http://www.alpinfoto.it/dove-le-bussole-non-funzionano/).

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La primavera è una delle stagioni più interessanti dal punto di vista naturalistico della Val D'Aveto, sono numerose le specie botaniche che fioriscono da marzo a luglio alle diverse quote. Oltre l'importante variazione di quota (dai 350m sul fiume Trebbia e i 1800m del Monte Maggiorasca) motivo di cosi alta diversità di specie botaniche è la storia glaciale, ben visibile per la presenza dei segni dell'antico passaggio dei ghiacciai, lungo i versanti del Monte Aiona e le morene in zona Lame. In tutte queste aree si possono trovare associazioni vegetali comuni negli ambienti alpini come la Draba aizoides, l'Aquilegia alpina, l'Aster alpinum, la Salix herbacea, la Saxifraga paniculata, la Soldanella alpina, la Silene acaulis, la Pulsatilla alpina e il Ranunculus apenninus.

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Passata l'estate, l'altra stagione che non bisogna perdere è l'autunno, questa volta fanno da padrone i paesaggi boschivi e la suggestione di colori che solo in poche parti d'Italia sono cosi caldi, vari, quasi da pensare ad un paesaggio canadese. La presenza di differenti specie arboree, in autunno, dipinge i boschi di diveferenti colori.

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Non resta che invitarvi, se siete appassionati fotografi, al mio corso di fotografia, paesaggio e creativa che ogni anno si tiene in valle, Qui trovare tutte le informazioni per partecipare http://www.photofarm.it/dal-20-al-21-ottobre-201-workshop-parco-dellaveto/

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Mirko Sotgiu