Trekking fotografici

Back from Drei Zinnen

di: Mirko Sotgiu

Anche quest’anno siamo rientrati dal Trekking fotografico Tre Cime di Lavaredo. Stanchi per via del nuovo percorso ad anello, ma felici per le grandiose luci che quest’angolo di Dolomiti riesce sempre ad offrire.

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Tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo dal Rifugio Locatelli

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Qualche nuvola ha coperto le cime ma a mio parere un’immagine come quella sopra è sicuramente diversa dalle solite che si possono trovare in giro per la rete o nelle brouchures. Ovviamente il meglio l’abbiamo vissuto dopo durante la notte.

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Tre Cime di Lavaredo - notturna

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La notte a 2400m se la serata è idonea offre scorci stellari da giramento di testa. Le ultime macchine fotografiche digitali permettono grazie ad un minore rumore di tirare gli iso, Certo non è il caso di esagerare.

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Tre ore dopo il tramonto in Vla Fiscalina

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Le Tre Cime certamente stregano, ma occorre girarsi e guardare verso la valle per scoprire la Via Lattea che “illumina” i due laghi. Questo assieme al una febbricitante sessione di open flash ha portato i più nottambuli oltre l’una della notte.

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Open flash che si è rivelato un buon lavoro di gruppo.

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Il secondo giorno è stato alla volta dei rifugio Pian di Cengia e Zigmondy – Comici.

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Fra cengie e grandi altipiani abbiamo pure deciso una variante alla Croda fiscalina, che ci è costata a fine giornata un ritardo di 2 ore e un po di stanchezza in più. Ma ammirare da una parete 700m di strapiombo non è da tutti i giorni e qualcuno, molto prudente ha deciso un passo stile militare per scattare la foto giusta.

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Oltre le incredibili creste, cengie e vette non ci siamo fatti mancare qualche scatto “botanico” sfruttando lo splendido scenario offerto dalle montagne circostanti.

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Ma non solo la solita foto, quello che cerco sempre di portare a tutti è il modo di cambiare approccio con la fotografia. Cerco sempre di portare a chi mi segue l’idea diversa, di evitare di stare sempre in piedi per fotografare e di cercare, studiare, pensare in modo trasversale, dimenticandosi molto volentieri regole tecniche e di pensare più creativo.

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Un alba può essere vista in molte maniere diverse.

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Poi chi ha detto che per gli animali occore usare sempre il teleobiettivo? Un po di pazienza ed ecco che una curiosa marmotta osserva “l’oblò” di un 14mm

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Non poteva mancare l’ormai totemica immagine dalla gallerie. Sempre a grande richiesta, un po faticosa e avventurosa la salita su vecchi camminamenti della grande guerra, ma vale la pena passarci un po di tempo.

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Due giorni intensi, seguendo un grande trekking, mai difficile tecnicamente, con ampi panorami e diverse possibilità fotografiche, che spero aver portato ad ogniuno dei partecipanti che mi hanno seguito. Le domande sono state molte, molte saranno quelle che arriveranno nei prossimi giorni con la critica delle immagini su photofarm.ning.com.

Questa volta ci siamo dimenticati la foto di gruppo, era tardi ed alcuni di noi erano stanchi, quindi ecco l’immagine della partenza dove la nostra guida Lorenzo Naddei illustrava il percorso che avremo seguito nella due giorni.

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Rimango in attesa delle fotografie di chi ha partecipato.

A presto!


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