Trekking fotografici

Crocus o Colchium?

di: Mirko Sotgiu

Fioritura di Crocus

Fioritura di Crocus

I greci lo chiamavano Kroke che significa filamento, per i suoi lunghi stami. Leggendo gli scritti di Omero ritroviamo questo fiore nella descrizione del talamo nuziale di Giove.
I romani lo ponevano sulle tombe perché era considerato il simbolo della speranza per la vita ultraterrena. Dall’antichità veniamo ad oggi, dove il Crocus è ancora un fiore molto diffuso che in primavera, dopo il disgelo, colora di bianco e lilla i nostri prati di montagna.

Il Crocus appartiene alle Iridacee e fiorisce tra febbraio e aprile a seconda della quota, al limite dei boschi e nei pascoli. In particolare, sulle Alpi e gli Appennini cresce la sottospecie Crocus albiflorus.

Attenzione però, il fiore chiamato Colchicum, che fiorisce in autunno, è molto simile ed è pertanto facile scambiarlo per il crocus, con la differenza che il Colchicum è altamente tossico per la presenza di un alcaloide chiamato “colchicina”. Per distinguere i due fiori è bene controllare il numero di stami, 6 per il Colchicum, che appartiene alla famiglia delle Liliacee, e 3 per il croco. Inoltre, l’ovario del Colchicum è supero e di forma ovale mentre nel Crocus è appiattito o tondeggiante.


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