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Film tra ambiente e società: le mie scelte al Trento Film Festival

di: Mirko Sotgiu

Siamo arrivati al termine del Trento Film Festival. Tra poche ore conosceremo i vincitori delle Genziane di questa 65° edizione del festival.
Mi manca ancora qualche film da guardare, parlo di “W” che a sentire ha suscitato parecchio interesse e Gulistan, Land of Roses, intanto vi parlo di quanto ho già potuto visionare.

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Iniziamo parlando di tre film che in modo diverso parlano di ambiente:

Woman and the Glacier
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Più che di ambiente, in questo film, salta subito evidente la solitudine. Siamo nel Tian Shan, Kazakistan, Ausra Revutaite è una ricercatrice lituana, che da più di trent’anni trascorre le sue giornate in una postazione glaciologica eretta in epoca sovietica.
Il suo lavoro è quello di raccogliere informazioni sul vicino ghiacciaio, ogni giorno. Vive nella totale solitudine insieme ad un cane e un gatto. Nel film, Ausra non parla quasi mai. Sono i suoni della natura che fanno da colonna sonora al film, salvo qualche incursione di mezzi fuoristrada, che fanno la spola per i viveri e altro verso la stazione glaciologica.
Il regista in questo film, di 57 minuti, riesce a interpretare in modo mai noioso il passare del tempo, dando ampio risalto agli strumenti di misurazione che vengono utilizzati dalla protagonista. In un modo o nell’altro ci rendiamo conto di quando sia lontano dalla quotidianità il lavoro di Ausra. Immagini affascinanti, testimonianza dello scioglimento del ghiacciaio, che elevano questo film ad ottimo lavoro.

Jardines de Plomo (Giardini di piombo)
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Ci troviamo nelle Ande peruviane, qui una maestra decide, insieme ai suoi alunni, di indagare sul motivo per cui capi di bestiame stiano morendo. In breve tempo e grazie alle analisi, tramite micro-invertebrati, Silvia (la maestra) scopre che l’acqua del fiume è contaminata da metalli pesanti provenienti dalla lavorazione di una miniera non lontano dal villaggio.
Un film che racconta, come già accade in molte parti del mondo (e in Italia), come gli interessi economici prevalgano sulla salute dei cittadini. Un’intera popolazione che vive del lavoro in miniera, che a sua volta, per via della corruzione e dei mancati controlli, inquina l’ambiente. La richiesta dei ragazzi della scuola, della maestra e degli agricoltori della valle, si scontrerà con gli interessi dei padroni della miniera e dei minatori.
Alessandro Pugno, ha realizzato un difficile lavoro di produzione in questo film, basta solo osservare quanto sia entrato in contatto con le famiglie che vivono in questa regione. Un film che offre uno spaccato di società andina e al contempo denuncia, ancora una volta, i problemi ambientali causati dall’industria mineraria.
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The Botanist

Rimaniamo in tema ambientale, ma in Tagikistan. Raimberdi è un botanico e maestro di scuola. In seguito alla guerra civile ha perso tutto e si è trasferito con la famiglia nelle desertiche montagne del Pamir. Il suo tempo libero è dedicato con passione alla raccolta delle specie botaniche, della valle, in un erbario. Un’uomo che con ingegno ha saputo risolvere i piccoli e grandi problemi di autosufficienza che si incontrano in un luogo così remoto. La prima impressione è quella di avere a che fare con un protagonista agricoltore, ma con lo scorrere del film, ci si accorge quanto acuto sia il suo intelletto e come sia stato capace di risolvere annosi problemi del villaggio. Mai fermarsi alle apparenze, un film consigliato.
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Those Who Remain

Da uno spaccato di società isolata ad uno di comunità. Siamo in Libano a confine con la Siria. Qui una comunità di sunniti, sciiti, maroniti vive in continuo contrasto. La guerra civile dal ’75 al ’90 ha fortemente segnato la convivenza tra gli abitanti della regione di Al Shambouk. Il film racconta, nel modo classico dell’intervista, infrangendo la neutralità del documentario con dialoghi tra regista e protagonisti, i contrasti tra i possessori di terre, i rapporti tra Heykal e i propri figli e i problemi politici di questa regione. Heykal è un uomo determinato, che nonostante i problemi di convivenza, la rivendicazione delle terre, non si da per vinto e continua la sua vita, regolarmente, lasciando il segno nella sua comunità. Il protagonista allo stesso tempo è testimone di uno spaccato di società, che di un libano al tempo del terrorismo. Un film molto interessante.
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