Trekking fotografici

Fotografare con ottiche fisse

di: Mirko Sotgiu

Perchè fotografare con lenti fisse può migliorare il vostro modo di fotografare.

Qualcuno deve forzare i limiti di quello che è rassicurante ma privo di fantasia. Ogni tanto mi piace scioccare.
Terry Richardson

Facciamo un passo indietro, ricominciamo da un punto di vista simile a quello del nostro occhio e rispolveriamo il vecchio 50 mm dimenticato nel cassetto e mettiamo in discussione la nostra abilità compositiva…. rimaremo stupiti dalle diffcoltrà che incontreremo, non ci credete? che aspettate a provateci?

 

FOto_50mm_Lagorai_webLagorai – ottica 18mm

In questo articolo vorrei provocarvi riguardo quello che popolarmente si fa in fotografia, “zoommare”.
Penso che gli obbiettivi fissi siano in realtà le ottiche che meglio aiutano chi sta iniziando a fotografare per quanto riguarda la composizione e comunicazione. Obbligano necessariamente ad adattarsi e riflettere. Tolgono la pirgrizia a chi non vuole muoversi.

Le lenti zoom (obbiettivi in grado di variare la propria lunghezza focale) sono molto popolari a tal punto da esser in pratica gli unici obbiettivi che si vedono in giro. Le ottiche fisse offrono la migliore qualità ottica a scapito di minore flessibilità. Proprio questa minore flessibiltà obbliga il fotografo a seguire una filosofia differente quando realizza le immagini. Molti amatori, comprano da subito lenti zoom ,spesso vendute in kit con i corpi macchina, senza lontanamente prendere in considerazione l’acquisto di una o due ottiche fisse, di qualità maggiore e costo minore se non uguale agli zoom. Se vi ricordate fino a qualche decina di anni fa, quando si comprava la prima reflex, assieme al corpo macchina si comprava il classico 50mm con cui avremmo passato almeno due anni di sperimentazioni e test.

 

altaquota_tacul_DSC8815_webGhiacciaio del Gigante – ottica 50mm

Fotografare per un lasso di tempo più o meno lungo con una visuale fissa, ci aiutava ad imparare tutte quelle regole come la composizione, la grammatica dell’immagine e il suo valore filosofico comunicativo. Invece di fermarsi un istante regolare lo zoom e scattare, con un ottica fissa il fotografo era costretto a muoversi, avvicinarsi e allontanarsi dal soggetto, facendo ciò si imparava a “guardare” a studiare prospettive, inquadrature, oltre ad apprendere meglio gli aspetti tecnici. Solo quando la padronanza del mezzo raggiungeva un livello soffisfacente veniva d’istinto cercare nuove ottiche, nuove visuali. Cosa che vale anche oggi, se solo per un attimo stessimo lontani dalle mode e dalle continue “gare” e corse verso il prodotto più nuovo.
Con la maturazione personale su come e cos’è la fotografia seguono le esigenze più particolari che poi ci spingeranno nella scelta ponderata di obbiettivi in grado di risolverci i problemi e visualizzare quello che abbiamo pensato. Quindi partendo da un ottica che ad un primo momento può sembrarci antiquata e banale come un 50mm o un 35mm (per chi usa sistemi dx) con tempo e pazienza si può giungere a ottimi livelli di espressività fotografica. Un 50mm riprende un campo simile alla nostra visione quindi per un principiante risulta l’ottica più immediata da utilizzare, quello che si vede ad occhio ha prospettiva simile. A seconda della sensibilità artistica le scelte potranno cadere successivamente su uno zoom di qualità oppure continuare la strada della fotografia con ottiche fisse proseguendo con ottimi grandangoli e tele per macro o fauna.

 

Monte Lobbia mirko sotgiuMonte Lobbia – ottica 180mm

Con questo articolo non vorrei esser mal interpretato, oggi esistono zoom con buone lenti e rimangono una scelta logica per realizzare la maggior parte delle immagini, io stesso uso per il reportage un ottica 24-70mm. Però voglio ricordare che se vogliamo migliorare il nostro modo di fotografare specie se siamo alle prime armi, di provare ad utilizzare ottiche fisse, perderemo flessibilità ma questa perdità ci condurrà a nuove soluzioni, prospettive. Non dimenticate a casa il treppiede, indispensabile, visto che si lavorerà con ottiche fisse e qualitative. Non usarlo sarà come correre un motore Ferrari e la carrozzeria di una cinquecento.
Insomma fotografare con ottiche fisse vi toglierà un po di pigrizia e spingerà a muovervi un po oltre, a studiare in modo costruttivo, inquadrature, soggetti e il rapporto con essi.


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