Trekking fotografici

La stagione più colorata per un fotografo? L’autunno

di: Mirko Sotgiu

L’autunno è considerato per i più una stagione difficile, arriva il primo freddo, piove continuamente, insomma non è certo una delle stagioni migliori per vivere all’aria aperta;
a meno che non siate fotografi!

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Per un fotografo, un pittore, questa stagione ha molto da offrire, quindi se avete passato la primavera e l’estate a fotografare, il vostro anno non è ancora terminato. Ottobre e Novembre possono offrire ancora moltissimi spunti fotografici, creativi e documentativi.

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Il primo vantaggio rispetto all’estate appena trascorsa saranno le temperature più miti, i cieli più limpidi, e le ore di luce più brevi cosi da evitarci levatacce alle cinque del mattino e cene saltate la sera alle 9.
La natura in questa stagione si prepara per il lungo inverno alpino, gli animali cominciano ad essere più facili da osservare oltre avere una livrea nuova pronta per l’inverno. Per esempio camosci e stambecchi in questa stagione mostrano un manto molto più bello che in primavera.

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I boschi di latifoglie o di larici danno il meglio di se in questa stagione, ogni specie di albero è distinguibile da lontano per il suo diverso tono di rosso. Per esempio l’acero di monte (Acer pseudoplatanus) è di colore giallo vivo, il frassino invece (Fraxinus sp.) è di un colore rosso acceso.

I pascoli d’alta quota diventano di un colore giallo oro o paglia, i laghi la mattina cominciano a gelare creando texture molto interessanti. Le prime nevicate sulle vette creano finalmente un paesaggio più variopinto di colori.

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Capacità del fotografo quindi è quella di saper raccontare la stagione che cambia, la natura che si prepara all’inverno, la trasformazione del paesaggio.
Certo in autunno non sono molte le giornate di bel tempo, la variabilità atmosferica però regala luci insolite, visibilità di centinaia di chilometri. Il sole ormai più basso regala luci non più crude come in estate, è possibile fotografare il paesaggio anche nelle ore centrali del giorno.
Con la pioggia che fare? Si esce ugualmente, come già raccontato in questo blog, non bisogna farsi intimorire da un po di pioggia. Organizzandosi con ombrello, coperture per lo zaino e un bel poncho si può camminare in montagna e sfruttare le fantastiche luci delle giornate uggiose. La giornata tipo può essere dedicata alla macro fotografia di funghi, foglie, torrenti nei fantastici boschi dell’appennino.

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Autunno è sinonimo di nebbia. Anche se negli ultimi anni, causa il cambiamento climatico, la frequenza delle nebbie specie in pianura è diminuita, in questa stagione è possibile sfruttare le magiche atmosfere che questa può rendere.
Si può scegliere un bosco in piano, un villaggio verso sera con le luci accese, la nebbia offre sempre ottimi spunti. Infine, alzatevi presto, la mattina, in quota, si possono vedere le prime gelate, brina su foglie e piante possono creare un caleidoscopio di colori e brillii.

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Novembre in montagna non è un mese facile, oramai i boschi sono spogli, possiamo però puntare la nostra attenzione su animali e paesaggi. Per esempio i laghi alpini iniziano a gelare, le prime nevicate, se non abbondanti costruiscono trame tra sassi ed erba di sicuro interesse se usate in primo piano. Montagne che in estate possono essere esteticamente poco interessanti con una spruzzata di neve diventano tutt’altra cosa. Gli animali sono più facilmente osservabili, anche vicino ai borghi, in cerca di zone di riparo invernali e cibo.

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Quindi non rimane che attendere qualche settimana ancora e coprirsi bene. Da fine ottobre, specie dopo le nevicate è consigliato avere sempre con se bastoni e ramponi per camminare in sicurezza sui sentieri che possono essere ghiacciati.


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