La natura del firmamento - Travel Mountain Blog
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La natura del firmamento

Di: Mirko Sotgiu - December 9, 2012


Essere fotografi, per prima cosa è essere curiosi, ma proprio di tutto, di qualsiasi cosa valga la pena osservare e di conseguenza studiare.

Siamo abituati a vivere il mondo vicino a noi, quindi portati naturalmente ad osservare ciò che ci è più vicino per poi portarci più lontano. Chi si muove in montagna tende forse più rispetto ad altri a guardare lontano, attorno, cercando sempre punti di vista che siano in punti particolari, dove sia possibile guardare qualcosa nel suo insieme. Dalla cima di una montagna ci si trova attorno all'aria e tutto il resto rimane al di sotto del nostro livello, offrendoci cosi la possibilità di osservare il mondo dal un punto di vista generale, lontano. Camminando fra i monti, in altitudine non solo rimane l'ampio paesaggio visibile dall'alto, quindi le forme di isole, laghi, città lontane, ma anche le nuvole che dalle alte vette sono più vicine.

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La curiosità e la ricerca del punto di vista, porta alla continua scoperta, tutto il giorno e non solo, anche la notte. Il punto di vista cambia di nuovo, ci si porta in altitudine, magari in un luogo buio, cosi scuro che non si riesce più a vedere nessun punto di riferimento. Ecco che necessariamente dalla nostra vetta il mondo sottostante è solo uno spazio pieno di piccole luci, che seguono le forme di strade e città. Bastano dieci minuti per accorgersi che sopra di noi, molto più distanti, brillano altre piccole luci, sono le stelle, distanti milioni, miliardi di chilometri.

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Il nostro punto di vista diventa relativo, unico e non controllabile, solo la Terra con il suo lento movimento, può cambiare la direzione del nostro sguardo, che cambia ora dopo ora, notte dopo notte, di stagione in stagione.

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Sono tutte le stelle che ci circondano, che illuminano le nostre limpide notti, un altro aspetto della natura, che non è limitata solo sulla terra, anzi è propriò lassù che guardando, come in una macchina del tempo verso il passato, possiamo capire come è nato tutto quello che sta al di sotto del nostro punto di osservazione in alto. (in foto la costellazione di Orione e una parte della Via Lattea, il punto bianco molto luminoso è il pianeta Giove)

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Ed ecco che ogni puntino, serie di puntini prende un nome, mitologico e scientifico, si parla di costellazioni, asterismi per orientarsi, si scoprono ammassi di stelle, nebulose fucine di stelle, come la nostra, il nostro sole. (Nella foto le Pleiadi, un ammasso di stelle giovani)

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Se non bastano più gli occhi, ecco che la fotografia ci viene in aiuto, quello che il nostro occhio non può vedere, un sensore digitale con una lunga posa è in grado di svelarlo.

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Ed ecco che quello che sembrava una stella fuori fuoco diventa un oggetto luminoso diverso, diffuso, una nuvola rosso violacea, ecco M42, cosi chiamata da Messier, un astronomo del settecento che per primo catalogò questi oggetti. Oggi grazie a strumenti più sofisticati siamo in grado di guardare "dentro" questi oggetti, scoprendo che quella luce proviene da nuove stelle, con nuovi sistemi solari, alcuni molti probabilmente come il nostro. La possibile origine della natura, di altra vita, uguale o completamente diversa dalla nostra. Ecco il fascino dell'osservazione dell'universo.

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Le foto sono state realizzate durante la Photonight di astrofotografia in osservatorio del 8 dicembre 2012. Per info clicca qui

Mirko Sotgiu