Trekking fotografici

La storia di un rifugio, il Tires

di: Mirko Sotgiu

Maximilian Aichner, originario di Tires era un uomo tutto d’un pezzo, uno che grazie alla sua incredibile abnegazione e capacità di vedere più lontano di altri, intraprese nel dopoguerra, contro tutti, il suo meraviglioso progetto.

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Quando la fame e la povertà assediava le valli dell’Alto Adige, Max, non stette all’obbligo di emigrare come molti suoi compaesani, bensì pensò qualcosa di molto più ambizioso proprio nelle sue amate valli.
Franz, suo fratello, aveva da tempo un’idea, quella di costruire un rifugio nei pressi dei Denti di Terrarossa. Max non fece attendere molto quell’idea e nel 1957 prese un carro, vanga e piccone, iniziando a costruire, deriso e non compreso dalla maggior parte dei suoi concittadini, un rifugio ai piedi dell’Alpe Tires. In quegli anni il CAI, aveva già eretto il non lontano rifugio Bolzano e altri rifugi in giro per le Dolomiti, questo faceva del progetto di Maximilian, quella di costruire un rifugio privato, un’idea per molti discutibile, tanto da pensare che non sarebbe mai riuscito nell’impresa.

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Max ancora ragazzo salì ogni giorno dalla Val Ciamin con tutto il materiale da costruzione e pietra dopo pietra, mattone dopo mattone. Per 5 anni proseguì la costruzione, instancabile, contro il tempo, contro tutti, di quest’opera silenziosa a 2440m.
Arrivò finalmente il 1963, anno di inaugurazione del Rifugio Tires, un luogo dove finalmente gli alpinisti poterono pernottare per poi scalare le magnifiche cime del Catinaccio. Da allora il rifugio subì molte modifiche e ampliamenti arrivando ad oggi ancora in trasformazione ed ampliamento. Attorno al rifugio tires vennero inaugurate le ferrate, sempre ad opera di Max, la Maximilian 1969 e la Laurenzi, in onore della moglie Laura nel 1986.
Ormai da venti anni la figlia Judith e il marito Stefan portano avanti ancora il progetto del padre, mossi dalla stessa passione ed entusiasmo ed offrendo ogni giorno ristoro e pernottamento a tutti gli escursionisti, turisti ed alpinisti che desiderano vivere quest’angolo di paradiso fra il Catinaccio e i Denti di Terrarossa.

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Questa è la storia di un uomo che non si fece prendere dalla crisi, dalla povertà ed invece di scappare, reagì, realizzando un progetto e comprendendo prima di molti altri, quali siano, nel nostro paese, le vere risorse, ovvero il turismo. Se pensiamo ai momenti che stiamo attraversando non possiamo che ammirare, e seguire l’esempio di persone che hanno lottato per i propri progetti contro le avversità come Maximilian Aichner.


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