Trekking fotografici

La Val Zebru’, Parco Nazionale dello Stelvio

di: Mirko Sotgiu

Tutti gli anni, fin da quando sono ragazzino, frequento il Parco Nazionale dello Stelvio, nonostante sia il quinto anno che organizzo il Trekking fotografico dello Stelvio non vi ho ancora parlato di questa meravigliosa valle delle nostre alpi.

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La Val Zebrù è una valle laterale della Valfurva che parte dalla frazione di Niblogo. Totalmente nel parco Nazionale dello Stelvio la valle è ricca di ungulati e non è raro avvistare il gipeto fra le sue montagne che superano i 3000m di altitudine. La valle è molto lunga e selvaggia, poche sono le tappe possibili lungo la mulattiera che sale la valle fino alla Baita del Pastore.

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Una delle caratteristiche più interessanti di questa valle è la grande differenza morfologica fra i due versanti. La Val Zebrù infatti è attraversata da una linea di faglia, chiamata appunto linea dello Zebrù che dalle pendici del Gran Zebrù solca la valle fino in fondo differenziando i due versanti con diverse roccie, minerali. Un lato della valle ospita ripide pareti, l’altra profili montuosi più arrotondati.

Un sentiero, che ritengo uno dei più affascinanti delle Alpi Retiche, percorre interamente la valle da Niblogo fino al Passo dello Zebrù. Un sentiero che non presenta grosse difficoltà per chi pratica trekking. Gli scorci sulla valle ripagano la fatica per salire, con paesaggi di rata bellezza in una delle valli più conservate delle Alpi. Non è difficile imbattersi in gruppi di camosci e stambecchi, oltre che più raramente di cervi. Regnano invece i cieli della Val Zebrù l’aquila reale e il gipeto.

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Trekking in Val Zebrù.

La parte bassa della Val Zebrù si offre anche per chi pratica Mountain Bike (il percorso è molto semplice fino alla Baita del Pastore), invece per chi pratica trekking offre molte possibiltà. Partendo da Niblogo in 5h si può raggiungere il Rifugio V Alpini a 2877m di quota. Prima di arrivare al rifugio si può effettuare una sosta al Rifugio Campo (mt. 2000 in circa 2 ore).

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Dal rifugio sono molte le ascensioni e traversate che si possono effettuare:

Il  MONTE ZEBRU’ mt. 3740 (ore 3,30 PD) Alpinistico

Partendo da dietro il rifugio V Alpini attraversando il ghiacciaio dello Zebrù si arriva fino al Giogo Alto dove si può trovare riparo nel Bivacco Città di Cantù (mt 3535). Dal Bivacco continuando verso SUD, si risale il pendio glaciale che porta in vetta, attraversando circa a metà il crepaccio terminale.

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Il GRAN ZEBRU’ mt. 3851 (ore 4,30 – D) Alpinistico

Una delle creste più belle della zona, la Cresta di Solda “ Suldengrat”, una via classica definita di grande soddisfazione. Dopo aver attraversato in drezione EST il ghiacciaio dello Zebrù e lasciatosi sulla sinistra la Cima della Miniera, si procede per il ripido canale di sfasciumi che porta al Passo di Solda. Da qui per sottile cresta (con passaggi di III – IV grado) su sfascioni, si segue per due ore su cresta e cornici fino ad arrivare in vetta.

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Un trekking che vi voglio consigliare sempre dal Rifugio V Alpini:

Si può traversare fino al Rifugio Pizzini  passando per Cima della Miniera 3408m, un itinerario alpinistico tecnicamente semplice (PD) che richiede un’po di allenamento. Seguendo il Ghiacciaio della Miniera superato il Col delle Pale Rosse si scende ai piedi del Gran Zebrù e successivamente il Rifugio Pizzini in Val Cedec. (il percorso può variare come destinazione al rifugio Casati).

Buone ascensioni.

 



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