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Le basi per riprese video timelapse

di: Mirko Sotgiu

Oggi va di moda, ma ricordo che già con la mia Arriflex SR2 e intervallometro, mi cimentavo a filmare paesaggi e non accelerati. Non parliamo di 100 anni fa, ma degli anni ’90. Fortunatamente oggi con il digitale è diventato tutto più facile, non si consumano metri di pellicola, e la realizzazione è diventata più semplice, non occorrono più calcoli di velocità e di esposizione.

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Per chi non sapesse ancora di cosa stiamo parlando, avete mai visto quei filmati dove le nuvole corrono ad una velocità doppia, tripla, quadrupla rispetto alla realtà? Ecco questo è un filmato accelerato, detto in inglese timelapse.
In pochi secondi di filmato può passare un’intera giornata di ripresa, creando così particolari effetti temporali, spesso usati appunto per far scorrere velocemente il tempo in un film o per evidenziare particolari fenomeni naturali altrimenti invisibili dal vivo.
Il timelapse quindi è una tecnica di ripresa cinematografica che può essere utile nel racconto, in un film o documentario. Esempi celebri di timelapse li possiamo vedere in Microcosmos del 1996, ma sicuramente annoveriamo un capolavoro del 1982, Koyaanisqatsi: Life Out of Balance di Godfrey Reggio.

Koyaanisqatsi: Il primo timelapse al minuto 1:22

Oggi si può filmare in timelapse, sia con le cineprese Full HD che 4K o semplicemente con le reflex DSLR.
In pratica un timelapse è una sequenza di fotogrammi intervallati che successivamente in montaggio vengono accelerati.
Il normale cinema o il video registra la realtà ad una velocità tra i 24 e 60 fotogrammi al secondo. Questo vuol dire che per riprodurre a velocità normale un filmato occorre farlo alla stessa velocità di registrazione. Così facendo avremo che i movimenti saranno stessa durata di quando sono stati filmati.
Ma cosa succede se invece di 24 fotogrammi al secondo, decido di filmare a 1 fotogramma al secondo e poi riproduco alla velocità di 24 fotogrammi al secondo (quella standard del cinema)?
L’effetto sarà quello di un filmato accelerato, tutti i movimenti registrati a velocità di 1 fotogramma al secondo saranno riprodotto ventiquattro volte più veloci. Se filmerò un minuto a 1 fotogramma al secondo otterrò 60 fotogrammi. Riproducendo il filmato a 24 fotogrammi al secondo, il mio film riprodurrà la realtà di un minuto in meno di 3 secondi.
Per le cineprese si tratta di rallentare tramite un intervallometro o via menu la velocità di registrazione, per le macchine reflex è ancora più semplice, basta tramite comando remoto o da menu impostare ogni quanto scattare una fotografia.
Il filmato finito ovviamente lo si otterrà in fase di montaggio, accelerando il filmato registrato oppure montando i singoli fotogrammi su una traccia che riprodurrà ad una velocità standard tra 24 e 30 fps.

Che tipi di timelapse esistono?

Ne esiste uno solo, sono tutti filmati accelerati, estistono diversi modi per montarli e realizzarli. Molti suddividono il timelapse in diverse tipologie, come dinamico, hyperlapse etc etc. In realtà trattandosi alla fine di un filmato, nel timelaspe rientrano tutte le caratteristiche cinematografiche di un film riprodotto a velocità standard. Quindi un timelapse potrà essere registrato con inquadratura fissa, oppure in movimento su carrello, dolly o addirittura come camera car.
Per chi vuole iniziare a cimentarsi ovviamente consiglio di procurarsi un treppiede e provare il primo timelapse con macchina e inquadratura fissa. Per realizzare timelapse in movimento esistono prodotti in commercio come carrelli motorizzati, detti sliders, piuttosto costosi, dedicati appositamente alle riprese intervallate.
Per realizzare ad arte un filmato accelerato con inquadratura fissa occorre fissare la macchina su un treppiede ben posizionato al terreno e ben solido. (onde evitare vibrazioni dovute per esempio al vento, quelle vibrazioni diventeranno accelerando molto evidenti).

Per rendere le scene ancora più affascinanti, oltre il movimento di carrello si può aggiungere il movimento della testa del treppiede (rotazione e altezza). Molti chiamano questo movimento hyperlapse. Nel cinema è l’equivalente del dolly su carrello.
Slider e teste sono tutte motorizzate e possono compiere una rotazione e movimenti della durata di un giorno. La motorizzazione è fondamentale in quanto manualmente non si potrebbe essere precisi rischiando così di ottenere effetti indesiderati come movimenti a scatto.

Come realizzare un semplice time lapse?

Il timelaspe con inquadratura fissa non necessita di particolare attrezzatura, basta una macchina fotografica, un treppiede solido e uno scatto remoto (con intervallometro). Molte reflex come quelle di Nikon offrono già un software interno in grado di impostare lo scatto intervallato.
Parlando di risoluzione sono oramai due gli standard che si utilizzano per i video, il primo è il Full-HD 1920x1080px di risoluzione con proporzione 16:9, il secondo ben più definito è il 4K 4.096×2.160px proporzione DCI. Il realtà si può filmare anche in UHD 3.840×2.160px proporzione 16:9 comune nei nuovi monitor e televisori in commercio.
Ma quale risoluzione minima in megapixel è necessaria per realizzare un filmato full-HD e 4K?
Per il formato Full-HD non occorrono modelli particolarmente costosi, una macchina da 8Mpix già riesce a coprire questa risoluzione (3264x2448px) se invece vogliamo raggiungere il 4K DCI occorre salire di livello su modelli di almeno 12Mpix (4096 x 3072px)
Il mio consiglio è quello di lavorare sempre con sensori di risoluzione superiore a quella di destinazione del video. Si otterranno così immagini più definite, in fase di riduzione. Inoltre una maggiore risoluzione dei file di partenza offre la possibilità di crop e di effetto movimento in fase di montaggio anche se la camera era fissa. Svantaggio di questa soluzione è il peso dei file.
Girare un filmato con 36Mpix per poco non supera il doppio della risoluzione di 4K, questo permette in montaggio, effetti di zoom e movimento (pan) senza necessariamente possedere uno slider.

Come impostare la reflex per un timelapse.

Consiglio di utilizzare la macchina in modalità manuale, sconsigliate le pose automatiche e in priorità tempi o diaframmi. Durante la fase di scatto l’impostazione manuale evita che l’esposimetro cambi l’esposizione producendo cosi immagini con luci diverse che in montaggio risulteranno inutilizzabili se non corrette (una perdita di tempo evitabile).
La messa a fuoco deve essere manuale, cosi eviteremo il “pompaggio” dell’autofocus. Dimenticare l’AF inserito riprodurrà più vibrazioni che il vento.
L’esposizione, la composizione sono scelte che valgono per il timelapse come per la fotografia, quindi occorre prendere lo stesso tipo di decisioni sulla base dei soggetti che andremo a riprodurre.
Trattandosi di un filmato, deve accadere qualcosa, se inquadro un paesaggio senza nuvole, e in ombra sarà facile notare pochi soggetti in movimento. I migliori timelapse si ottengono con il passaggio di nuvole, con le ombre che si allungano, fiumi, auto che passano etc etc. Dobbiamo insomma percepire se nella scena che riprenderemo ci sono elementi che cambieranno nel tempo la loro posizione o forma.
La scelta dei tempi di posa e dei diaframmi è come per la fotografia, ma se per i diaframmi la scelta è dettata dalla profondità di campo, per i tempi gli effetti che si otterranno saranno leggermente di versi quando saranno portati a video.
Sappiamo che tempi lunghi di posa creano effetti seta con l’acqua o effetti di movimento, il motion blur. Non c’è una regola che impone quale tempo debba utilizzare, bisogna però sapere che se vorrò un timelaspe con nuvole sfuocate o un mare quasi fermo, dovrò eseguire esposizioni di 1/2” fino anche a 4” a seconda della velocità degli elementi. Al contrario se voglio che i fotogrammi siano taglienti catturando ogni dettaglio dovrò lavorare con tempi corti.
Riguardo la sensibilità ISO valgono le stesse regole della fotografia, tenete conto che anche in video si percepisce il rumore.

Ora che la macchina è pronta come imposto gli intervalli?

Occorre prima di tutto analizzare la velocità di ciò che entra nella mia inquadratura. Se nella scena vi sono delle nuvole che si muovono lentamente, quasi impercettibili, occorrerà per ottenere un buon effetto in timelapse scattare i fotogrammi con un intervallo molto maggiore che nel caso di auto su un’autostrada. Per esempio in questo video le nuvole sono stare riprese ad intervalli di 4”.

Quanto deve durare la ripresa di una scena?

Il conto è facile. Supponiamo che la velocità del video finale sarà di 24fps. A 24 fps un video di 10 secondi contiene 240 fotogrammi.
Proviamo a realizzare un filmato di 10secondi che riprende nella realtà un’ora di tempo.
Sappiamo che la destinazione ha velocità di 24fps, quindi 10” equivalgono a 240 fotogrammi. Vuol dire che dovrò scattare 240 fotogrammi in un’ora, uno ogni 15” di tempo.
In casa Nikon D800, 810, D4, D5 e D500 calcolano già da sole questo intervallo.

Software di montaggio.

Per il montaggio esistono alcuni software che automaticamente restituiscono un filmato formato AVI, MOV, MP4 da singoli fotogrammi. Altrimenti si può utilizzare Adobe Premiere, Avid o Final-Cut, chiaramente in questi casi occorre importare tutti i fotogrammi e montarli in sequenza.

A questo punto avete le basi per realizzare i primi esperimenti.


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