Nanga Parbat - Travel Mountain Blog
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Nanga Parbat

Di: Mirko Sotgiu - January 25, 2016


Nanga Parbat, non si sente parlare di altro in questi giorni. Sembra essere tornati alle settimane della messa in onda del reality (se cosi vogliamo definirlo) "Monte Bianco". Non si parla d'altro che di montagna, purtroppo, specie per molti giornali, con il solito spirito competivo, che speriamo non sia insito anche nelle cordate che stanno tentando questa avventura invernale. Sono molte le comuncazioni che si leggono tutti i giorni. Ma iniziamo da principio, giusto per capire di cosa stiamo parlando. Nanga Parbat 2014 - 2015   Il Nanga Parbat è uno dei 14 ottomila della Terra, che insieme al K2, non è mai salito in inverno. Entrambe le montagne sono in Pakistan, il Nanga Parbat fa parte della propaggine più occidentale dell'Himalaya e raggiunge la bellezza di 8125m. Se per il K2 non c'è stato alcun tentavivo, per il Nanga ci sono ben cinque spedizioni per un totale di 20 alpinisti. Sono tre gli italiani impegnati in questa ascensione: Daniele Nardi, Simone Moro e Tamara Lunger. Le spedizioni non hanno scelto lo stesso itinerario di salita, bensì sono tre le diverse vie scelte. Nel dettaglio vediamo quali spedizioni sono impegnate in questa impresa e a che punto sono: justice-for-all1 NANGA DREAM - Justice for all team. Composta da ben sette alpinisti polacchi Marek Klonowski, Pawel Dunaj, Pawel Witkowski, Michal Dzikowski, Tomasz Dziobkowski, Piotr Tomza, Pawel Kudla e due pakistani Karim Hayat e Safdar Karim doveva salire il Nanga dal versante Rupal seguendo la via Schell. E' notizia di oggi (16/01): La spedizione Nanga Dream ha deciso di rientrare al campo base e di rinunciare alla vetta. Sembrerebbe che sono ridiscesi da 7500m al campo base per l’arrivo del maltempo e venti forti. Partiti con risorse economiche limitate, pare che una delle ragioni dell'abbandono siano dovute a proprio alle questioni economiche. Un'altro team di polacchi è NANGA REVOLUTION. Questo team si era dato l'obbiettivo della vetta passando per il versante Diamir, via Kinshofer in stile alpino. Per Jacek Czek e Adam Bielecki, decisione della scorsa settimana, hanno rinunciato alla vetta. Le ferite riportate alla mano di Bielecki hanno messo fine al progetto dei due alpinisti polacchi. Il RUBBER DUCK TEAM ha scelto il versante Diamir, via Messner-Eisendle in stile alpino. I componenti sono il pakistano Arslan Ahmed Ansari, il polacco Tomek Mackiewicz e la francese Elisabeth Revol. Secondo notizie frammentarie sono scesi al campo base rinunciando così alla vetta. Uno dei grossi problemi che attanaglia tutte le spedizioni è il cambio repentino del vento. Sono previsti proprio in questi giorni venti di oltre 160Km/h sopra i 6000m. Il team ha passato una settimana in quota, poi costretto a ridiscendere per il vento e la stanchezza accumulata dopo tutti quei giorni a altitudini proibitive.   IMG_8256 ll THE NORTH FACE TEAM composto da Simone Moro e Tamara Lunger, ha scelto la via Messner-Eisendle dal versante Diamir, sempre in stile alpino. Siamo al terzo tentativo di Simone Moro in invernale sul Nanga Parbat. Moro aveva già tentato nel 2012 con Denis Urubko e nel 2013 da Sud con David Gottler. txikon-nardi INTERNATIONAL TEAM è l'altro team, composto da Daniele Nardi, Alex Txicon, Ali Sadpara e Janus Golab, che è ancora sotto in Nanga Parbat. Il team ha raggiunto ieri il campo 3. Nonostante la caduta di settimana scorsa di Nardi, il team, ora ridisceso al campo due per il peggioramento delle condizioni meteo, ha buone possibiltà di raggiungere la cima del Nanga Parbat.   Ad oggi rimangono due spedizioni e tre sono gli italiani presenti sotto il Nanga Parbat. Oramai tutto è pronto ai campi avanzati, quindi non appena si aprirà una finesta di bel tempo i due team tenteranno di raggiungere la vetta. Al prossimo aggiornamento.    

Mirko Sotgiu