Trekking fotografici

Negativi di cento anni fa

di: Mirko Sotgiu

L’Antarctic Heritage Trust ha recentemente fatto una notevole scoperta. In mezzo ai ghiacci antartici infatti, è stata ritrovata una piccola scatola contenente 22 negatvi bianco e nero esposti, non sviluppati.
Occasione per raccontarvi una storia antartica, meno conosciuta, rispetto alle imprese di Scott e Amudsen.

Il ghiaccio ha conservato la scatola per cent’anni. I negativi sono stati sviluppati meticolosamente dai restauratori della Wellington Photography coordinati da Nigel Watson direttore esecutivo dell’Antartic Heritage Trust.

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Lo stesso Watson dichiara: “E ‘ il primo esempio che io sappia , di negativi non sviluppati di un secolo fa”
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La scatola è stata ritrovata vicino ad uno dei tanti depositi i approvvigionamento che Robert Scott utilizzò nella spedizione Terra Nova (1910-1913). Scott raggiunse il Polo Sud, ma morì di stenti e freddo lungo il viaggio di ritorno.
Il rifugio è stato successivamente utilizzato da Sir Ernest Shackleton (1914-1917) durante la Imperial Trans – Antarctic Expedition. Si ritiene che questi negativi furono lasciati non sviluppati e dimenticati.
La spedizione è una delle grandi e straordinarie storie di esplorazione antartica oggi purtroppo dimenticata.
Nel gennaio 1915 la nave esplorativa Aurora sbarcò lo scenziato Shackleton, il fotografo della squadra e altri otto uomini nella banchisa di McMurdo nel Mare di Ross.
L’idea di Shacketon a poco tempo dalla conquista del Polo Sud da parte di Amudsen e un mese dopo di Scott, era quella di attraversare il continente australe, unico progetto di prestigio possibile rimasto.
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La spedizione partita da Londra il 1°Agosto 1914, arrivò nel mare di Weddel il 19 dicembre 1914 (in piena I Guerra Mondiale) con 27 uomini. Raggiunto il Weddel la nave rimase incastrata nei ghiacci andando alla deriva fino al 27 ottobre 1915 giorno in cui venne abbandonata. La forza del pack finì il lavoro di distruzione del vascello obbligando gli uomini della spedizione a trasferisi sulla banchisa in un accampamento di emergenza. Successivamente la spedizione si trasferì ad un campo successivo chiamato Patience Camp portando con se tre scialuppe di salvataggio.
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L’equipaggio rimase sulla banchisa fino all’8 aprile 1916 quando iniziò a sciogliorsi obbligandolo a raggiungere a bordo delle scialuppe l’isola Elephant non senza difficoltà. La costa fu raggiunta il 15 dello stesso mese, le possibilità per gli uomini della spedizione di salvarsi erano pressochè nulle. Sir Shackleton prese un’ultima decisione. Utilizzando una sola scialuppa e attendendo condizioni meteorologiche ideali, si mise in navigazione, assieme a cinque uomini, verso l’isola della Georgia del Sud (distante 700 miglia). Nel 24 aprile 1916 riuscirono ad attraccare nella costa Sud dell’isola (precisamente nella baia di Re Haakon), un miracolo dopo 15 giorni di navigazione in acque tormentate.

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AllSafeAllWellUn gruppo di 3 uomini, Tom Crean, Fran Worsley e Shackleton riuscirono ad attraversare da Sud a Nord l’isola in trentasei ore, stabilendo tra l’altro il primato di attraversamento dell’isola, raggiungendo  cosi la stazione baleniera di Stromness il 20 Maggio 1916. Shackleton fu in grado di organizzare il soccorso dei restanti uomini rimasti in attesa sull’isola di Elephant al quarto tentativo.
Solo nel 1964 e nel 1982 si comprese seriamente l’entità della portata della spedizione di soccorso di Shackleton per via di altri due soccorsi avvenuti nella Georgia del Sud.

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Le immagini della collezione completa della spedizione di Shackleton sono visibili al sito dell’Antarctic Heritage Trust New Zealand.

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La storia scritta dallo stesso Shackleton è presente nel sito del progetto Gutemberg http://www.gutenberg.org/files/5199/5199-h/5199-h.htm


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