La cresta di Peuterey - Travel Mountain Blog
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La cresta di Peuterey

Di: Mirko Sotgiu - December 1, 2012


Ogni anno mi trovo in Val Ferret per il consueto workshop invernale notturno, viene da chiedersi se essere ormai stanchi di tornare nello stesso posto ogni anno, molte volte è cosi, tante altre, e questa è una di quelle, la risposta è NO.

Il Monte Bianco tetto d'Europa è da tutti conosciuto, una delle montagne più fotografate delle Alpi (e del mondo), ma quello che più mi offre il piacere di tornare da quelle parti non è l'altitudine della cima, neanche il suo altisonante nome, ne la moda. Ciò che mi fa tornare li è il gusto di scoprire ogni volta un piccolo pezzo di cresta, parete, ghiacciao che ancora non avevo notato o addirittura salito.

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[caption id="attachment_1378" align="alignright" width="390"] Copertina di Facebook della mia fanpage del mese scorso[/caption]

Quest'immagine risale al 1998 ultima volta che tentai la cima e subito rispedito indietro da una tormenta in arrivo da li a poco, lascio agli appassionati della zona indovinare dove mi trovavo. Il gusto di tornare nonostante i 5 tentativi andati a male negli ultimi 16 anni è sempre forte, ma per ora sono rimasto ad osservare l'imponenza del versante Italiano di questo massiccio cercando di fotografarlo in ogni suo aspetto e stagione.

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Con la neve, in mezzo alle nuvole, di notte e così via, ho visto questo versante in ogni stagione e ogni volta mi sono dedicato a qualche libro, scritto e nato in mezzo a quelle vette. Vie ricche di storia dell'alpinismo, che non fanno altro che sollevare nuovamente la voglia di salire. Lavorando nell'archivio è capitata quest'immagine.

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E' un piccolo pezzo del grande massiccio del Monte Bianco, sul versante Italiano, lungo la cresta che dalla sommità scende sul versante della Brenva per terminare all'inizio della Val Veny. Una parata di piccole vette una in fila all'altra che da 4800m scendono fino a valle. Nel bel mezzo ci sono due vetta che si fanno notare una bianca e una molto più evidente scura ed appuntita. Esteticamente perfette, specie in inverno, la più alta visibile nella foto orizzontale è la Aiguille blanche, l'altra qui sopra è l'Aiguille Noire de Peuterey. Questa vetta come altre in questa zona ha la sua storia:.

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Aiguille Noire de Peuterey

Di Mirko Sotgiu – www.alpinfoto.it

L'Aiguille fu salita per la prima volta nel 1877 a opera di Lord Wentworth accompagnato da Emile Rey e Jean Baptiste Bich, da quel momento furono aperte moltissime altre vie celebri su questa montagna, tanto da costruirvi a quota 2315m nel 1923 la Capanna della Noire, posta in un anfratto roccioso ai piedi della Parete sud (non visibile in foto). La capanna attualmente dispone di 20 posti su letti tavolati ed è sempre aperta.

Nello studio di questa parete sono arrivato al 1928 quando l'8 agosto Adolphe Rey, Alfonso Chenoz e Guido Alberto Rivetti salirono la parete Nord dell’Aiguille Noire de Peutérey, una via, difficile che incredibilmente attende ancora oggi i primi ripetitori. Una scalata in un ambiente severo, spesso in condizioni proibitive per via del ghiaccio vetrato che si forma nel mezzo di rocce instabili. La nord è ben visibile nella fotografia.

L'ascensione al Monte Bianco per la cresta del Peuterey è una degli itinerari più grandiosi delle Alpi, nonché il sogno di moltissimi alpinisti (compreso lo scrivente). L'Aiguille Noire rientra in questo itinerario, lungo la sua cresta Sud.

La possibilità di ripetere la salita integrale di questa cresta è minore rispetto ad altre famose imprese come la Nord dell'Eiger o lo Sperone Walker. L'intero percorso si sviluppa per 8Km di arrampicate, discese in corda doppia, salite in corserva fra ghiaccio, roccia e misto. Kurt Diemberger scriveva della salita:

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“ Già la prima tappa, la cresta sud dell'Aguille Noire è di 2Km di scalata; poi la seconda frazione, 500mt di discesa a corda doppia lungo il verticale spigolo Nord dell'Aguille Noire, una grande incognita, soprattutto con il maltempo! L'ultimo tratto, infine, la traversata dell'Aguille Blanche, la discesa alla sella del Col de Peutérey e la salita di 900mt per raggiungere la vetta del Monte Bianco risulta tecnicamente più facile, ma certo non meno grandiosa ed impressionante"

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[caption id="attachment_867" align="aligncenter" width="714"]Monte Bianco Monte Bianco e la cresta integrale di Peuterey al tramonto[/caption]

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Salita fra il 24 e il 26 Luglio del 1953 la prima volta da R.Hechtel e G.Kittelmann oggi la cresta è decisamente più avvicinabile per via delle previsioni meteo più affidabili e l'attrezzatura più leggera, ciò non toglie che data l'elevata difficoltà tecnica (TD+) la cresta è accessibile solo per alpinisti molto esperti ed allenati. La scalata effettiva si effettua dalle 24 alle 45h compiendo complessivamente 4500m di dislivello, un ascensione unica nelle Alpi. Una buona cordata riesce, meteo permettendo, in due giorni a compiere l'intero percorso bivaccando la notte al Rifugio/Bivacco Craveri.

Insomma il fascino di questa cresta non è solo fotografico, ma sopratutto alpinistico. Anche se di più difficile realizzazione resta un sogno possibile, nelle ideali condizioni. Vi lascio con una curiosità:

L'Aiuguille Noire ovvero nera, non è solo per il confronto con la vicina Aiguille Blanche coperta di neve, ma anche per il colore dominante delle sue rocce in gran parte coperte da licheni scuri.

©Mirko Sotgiu – www.alpinfoto.it

Mirko Sotgiu