Trekking fotografici

Non solo in verticale

di: Mirko Sotgiu

Ogni fotografo ha il suo vizio, c’è chi fotografa modelle, chi solo piccoli insetti, altri che si occupano di paesaggi in montagna (come il sottoscritto), tutto ciò ma credo non basti in fotografia.

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E’ vero si può diventare bravi per una certa specialità, ma per farlo credo che occorra leggere e praticare anche le altre. Insomma è un po come essere un tennista e non dedicarsi ad un po di palestra, nuoto, bici e qualche passeggiata, sareste si sportivi ma un po incompleti (e ciò non gioverebbe certo alla forma fisica). La fotografia è un po uno “sport” della mente, anche se spesso ci porta in condizioni decisamente sportive (basti pensare al backstage di certi servizi in montagna sull’arrampicata, piuttosto che i lunghi trek islandesi), se non si continua a fotografare si perde il ritmo, il “giro”.

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Posso dire che ne se sono sicuro se la mente non la apriamo ad altri generi, finiremo con il ripeterci, copiare noi stessi, come nella musica occorre farsi contaminare, non tanto da un artista quanto da un ritmo, insomma da qualcos’altro che siamo soliti osservare.
Ecco che vi presento un po di fotografie, di un altro dei miei lati, quello decisamente in controtendenza con i grandi spazi aperti, le vie delle città.

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Negli ultimi anni ho sempre più realizzato servizi in città, quindi non solo in montagna, anche prima fotografavo le strade, ma da un po di tempo questo è diventato anche lavoro, ed ecco che in questo articolo vedete le città girate quest’anno, lascio voi indovinare dove. Probabilmente non è una selezione completa, sicuramente sto dimenticando qualcosa e in quanto l’anno non è ancora finito credo che almeno altri due viaggi in vita metropolitana non mancheranno entro dicembre.

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Abituato a creste, confini, vette apparentemente invalicabili, l’altra sfida è quella più vicina di quel che sembra. Immergersi in una città come in un bosco, camminare in un marciapiede come su di un sentiero,  in effetti di chilometri in una capitale se ne fanno a piedi. Non ci sono animali, non c’è vita selvaggia, anzi no quella c’è, più che altro sono assembramenti di persone che rendono selvaggia una notte in città. Dal silenzio, con il vento e l’acqua, allo scrosciare delle fontane con il sottofondo di taxi che suonano, gente che parla e musica provenire dai locali, il contrasto è forte, ma la curiosità di scoprire come vive l’uomo nel suo habitat anch’essa è fonte di idee che con l’atto creativo diventano immagini.
Adorando i paesaggi in genere, anche in street photography mi dedico ai paesaggi cittadini, cerco le forme, le skyline, la prospettiva, in più la presenza dell’uomo, del suo passaggio, la sua creatività, la trama sociale e i momenti di vita che si snodano fra le vie. Perchè se fra le montagne i movimenti sono lievi, naturali, geologici, nelle città freme un ritmo incalzante, non c’è posto per la noia e tutto è sempre in movimento, pronto per essere ridotto in un istante dall’atto fotografico.

Trovate i miei reportage cittadini su Ev Magazine e su altre pubblicazioni turistiche in italiano.


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