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Ossola: Gli alpeggi della Valdivedro

Di: Mirko Sotgiu - November 19, 2009


La Valdivedro è l’accesso principale al Parco Naturale dell’alpe Veglia-Devero, che nella stagione invernale è difficilmente raggiungibile da questo versante per il pericolo valanghe. Per poter ugualmente ammirare la maestosità del monte Leone (3553m) possiamo risalire il versante assolato e tranquillo fra San Domenico (località sciistica) e Varzo. Oltre al panorama incontreremo molti alpeggi abitati ancora oggi molti giorni all’anno. Data l’altitudine, l’itinerario è consigliato nei mesi centrali dell’inverno, già a marzo la neve potrebbe non esser più presente in queste zone data l’esposizione al sole tutto il giorno. La partenza del sentiero si trova sulla destra (salendo) poco prima del posteggio di San Domenico, dove un cartello segna alpe Dorcia / Moiero. La prima parte dell’itinerario rimane nel bosco fino a Dorcia e in questi ultimi anni è sempre stato necessario portarsi gli sci o le ciaspole attaccate allo zaino per i primi 20 minuti, poi, prima dell’alpe Fernone, la neve non è mai mancata. L’itinerario non mostra evidenti pericoli, comunque, superato l’alpeggio Moiero, è meglio stare attenti e valutare bene le condizioni del giorno. Oltre al magnifico panorama sulle vette della Valdivedro, come l’imponente Monte Leone, gli alpeggi meritano una sosta per osservare le loro caratteristiche costruttive rimaste intatte fino ai giorni nostri. Ogni mezz’ora circa troviamo una località con delle baite, utili per avere sempre una meta intermedia per fermarsi a riposare. L’alpe Moiero è l’alpeggio alla quota media del nostro itinerario, a 1771m, dove intercettiamo il sentiero estivo che porta all’alpe Ciamporino (accesso alto per l’alpe Veglia), che percorriamo in senso opposto seguendo la strada forestale verso l’alpe Solcio.

Il Monte Leone ci farà compagnia per tutta l’escursione che, col passare delle ore, cambierà molte volte il proprio aspetto. Il percorso ora è in falsopiano, attraversiamo l’alpe Coatè (1795m) e poi in leggera salita arriviamo nelle vicinanze dell’alpe Marsasca (1906m), punto più alto dell’itinerario e limite del bosco di larici. Da qui la strada comincia lentamente a scendere per portarci ai 1750m dell’alpe Solcio, sede del rifugio Crosta Pietro, chiuso nei mesi invernali. Dalla conca del rifugio non si vedono più le vette dell’alpe Veglia, ma quelle del gruppo del monte Cistella (2880m), meta di scialpinisti o facile escursione nei mesi estivi.

Se abbiamo lasciato un’altra auto a Varzi, dall’alpe Solcio si può prendere la strada in discesa che per innumerevoli tornanti compie i 1218m di dislivello per arrivare in paese. Occorre partire presto per poter compiere tutto l’itinerario evitando di tornare col buio. Se invece non vogliamo fare il giro ad anello possiamo tornare sui nostri passi e in circa 3 ore siamo di nuovo a S.Domenico.

Mirko Sotgiu