Trekking fotografici

Sciescursionismo e ciaspole in Val di Fassa

di: Mirko Sotgiu

Sassolungo

Sassolungo

Con questo inizia una serie di racconti fotografici di itinerari escenari ambientati in splendide vallate alpine magari meno frequentate dalle masse ma non per questo meno attraenti, anzi generalmente per me queste sono le vallate che meritano di più dal punto di vista paesaggistico e naturale.
Questo mese cominceremo con le valli laterali della Fassatal, o in italiano, Val di Fassa.Le laterali della Val di Fassa sono valli molto frequentate nel periodo estivo, mentre in inverno, rimanendo fuori dai caroselli sciistici che predominano praticamente ovunque nella valle, diventano ottimi percorsi per chi pratica lo sciescursionismo alla ricerca della quiete e dei bei panorami.

Val Contrin

Val Contrin

La val Contrin e la Val Duron cominciano con una ripida mulattiera che porta rapidamente sul piano della valle dove l’ambiente si apre e la vista spazia fra le montagne dell’interno.

La prima impressione che si trae è la tranquillità; la valle Contrin è attorniata dalle imponenti pareti di dolomia della Croda Nera che si ergono dagli accumuli detritici provenienti dai numerosi canali che in questa stagione sono colmi di neve. Basta un’po di vento per vedere la neve, ancora poco coesa dopo un’abbondante nevicata, scendere velocemente sottoforma di valanga, seguendo il preciso tracciato che l’acqua nei millenni, ha creato. I boschi sottostanti sono segnati dalle valanghe più energiche, interrompendosi in molti punti, anche se sono sempre in lotta per accaparrarsi centrimetri di suolo, togliendolo a quelle ripide distese di sassi sempre in movimento.

Val Contrin

Val Contrin

Il nostro tracciato segue il centro della valle attraversando spesso la base dei conoidi, Si risale in meno di due ore, terminando al rifugio Contrin, chiuso in inverno. Dal rifugio il paesaggio è tipico della zona, la Regina delle Dolomiti da qui offre le sue pareti più severe, le vette intorno non sono da meno. La Val Duron è forse la valle più lunga delle laterali della val di Fassa, il percorso iniziale si snoda nel fitto bosco, affiancato non di rado dai tipici baitelli della zona. Appena superata la zona boschiva alla quota di 1800m circa, si apre la vallata, mostrando guglie e pareti del gruppo del Catinaccio. In lontananza si possono osservare i Denti di Terrarossa, non è difficile con uno sguardo osservare il Sassolungo e il Catinaccio che chiudono la valle ai lati. Il bosco sottostante è composto principalmente da abeti e larici, anche se è facile incontrare il bellissimo pino cembro. prati in inverno sono carichi di neve modellata dal vento, a tal punto da formare continue gobbe, che spesso creano disegni simili a quelli delle dune del deserto, oppure lasciano le traccie in rilievo del passaggio di qualche animale.

Val Duron

Val Duron

Le baite più in alto sono disabitate in questa stagione, solo quelle nel fondo valle sono frequentate anche in inverno, in effetti non è facile raggiungerle se non con un paio di sci con le pelli di foca oppure con le ciaspole. E’ bene però informarsi sempre sulle condizioni della neve prima di avventurarsi oltre i percorsi battuti del fondo valle, specie dopo le abbondanti nevicate che in queste zone, nonostante i pessimi ultimi inverni, non sono mai mancate. Al ritorno se si ha la pazienza di attendere la sera, le montagne offrono il loro meglio, la luce inclinata crea giochi di luce e inasprisce le irte pareti di dolomia riscaldandole di un colore che diviene sempre più rosso, un rosso unico che solo di questi luoghi è possibile osservare.


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