Trekking fotografici

TFF2016 spazio per i grandi film

di: Mirko Sotgiu

 

Continua il nostro viaggio tra i film in concorso al Trento Film Festival. Questa volta entriamo nel vivo dell’avventura con due lungometraggi in concorso.

 

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Sherpa è forse uno dei film più visti del Festival. Pellicola statunitense prodotta da Discovery Channel racconta il tragico episodio del 2013 sull’Everest. Una pagina che è arrivata a tutte le agenzie del mondo, quando hanno raccontato con sgomento la rissa oltre 6000 metri tra alcuni alpinisti europei e gli Sherpa. Dopo un anno, il tragico episodio, un seracco caduto sulla Khumbu Icefall, investe le cordate di clienti e Sherpa lungo la via per il colle Sud sull’Everest, un evento scatenante.
Jen Peedom sul posto per raccontare la stagione alpinistica del 2014 si è trovato invece a documentare una delle più grandi tragedie della storia sotto la vetta del Mondo. Sedici sherpa morirono sotto la slavina causata della caduta dei seracchi, questo causò l’inasprimento di una situazione già precaria di scontento degli Sherpa. Peedom così porta a noi un film ben girato, dai buoni contenuti tecnici, mettendo il pubblico a conoscenza, senza schierarsi, del problema degli Sherpa nei confronti delle spedizioni commerciali sull’Everest e del Ministero del Turismo Nepalese.

 

 

Meru è uno dei film “classici” del Trento Film Festival. Girato da Jimmy Chin racconta la sfida alpinistica e personale assieme a Conrad Anker e Renan Ozturk, di una delle più difficili vie alpinistiche del Mondo. La “Pinna di squalo” del Meru peak in India è considerata dagli alpinisti più esperti un’impresa definitiva per la carriera di un atleta. Non si contano i fallimenti negli ultimi trent’anni, fino all’arrivo di questo trio di alpinisti. Ovviamente l’impresa non è stata facile e neppure riuscita al primo tentativo. Il primo che doveva durate sette giorni, a causa di una tormenta di neve che riversa sul gruppo oltre tre metri di neve, li costringe alla rinuncia.
Tornati negli Stati Uniti, incidenti e problemi personali convincono l’affiatato gruppo a ritentare l’impresa, un riscatto personale. Così nel 2011 Anker riesce a preparare i suoi compagni a ritentare l’impresa, portandola infine a compimento. Il film piacevole, ben scritto è uno degli stili più conosciuti e seguiti nel genere dei film alpinistici, una parte tecnica non troppo lunga, mai noiosa, forse un po lento nel racconto nella parte girata negli States. Le riprese della via sono degli stessi alpinisti, portanto lo spettatore a diretto contatto con la fantastica impresa su questa montagna indiana finora inviolata per questa via di salita.

 

 

Domani mattina conosceremo i film in concorso che si aggiudicheranno le Genziane e vi parleremo di altri film. Stasera l’appuntamento è con i Ragni di Lecco al Teatro Sociale di Lecco.


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