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Weekend a Paneveggio

Di: Mirko Sotgiu - October 1, 2009


[caption id="" align="aligncenter" width="600" caption="Cimon della Pala"][/caption]

Un confine fra dolomia (Le Pale di San Martino) e porfido (il Lagorai), ecco come ci appare la valle del Travignolo, meglio conosciuta come foresta di Paneveggio. Partiamo la mattina dopo aver dormito a Predazzo o a Bellamonte. Dobbiamo decidere fra due itinerari per salire al colle di Colbricon: uno in piano e meno impegnativo dal passo Rolle, l’altro più lungo che parte poco dopo la sede del parco. Avendo tutta la giornata a disposizione scegliamo quest’ultimo.

[caption id="" align="alignleft" width="250" caption="Laghi del Colbricon"][/caption] Per trovare la partenza del sentiero dobbiamo prestare attenzione. Salendo per il passo Rolle, non appena superata la stazione forestale di Paneveggio, posteggiamo vicino al primo tornante dove un cartello indica Malga Colbricon. Chi come me ama la tranquillità e la vita a contatto con la natura, sicuramente apprezzerà la prima parte dell’itinerario che si svolge tutto all’interno della foresta. Una foresta particolare perché è sfruttata in modo sostenibile, il taglio degli alberi è organizzato in maniera tale che il bosco si rinnovi continuamente seguendo i ritmi naturali. Il legname di Paneveggio è famoso per il suo utilizzo nella fabbricazione dei violini dai liutai di Cremona. Proseguendo verso la Malga Colbricon, con un po’ di fortuna e facendo poco rumore, possiamo incontrare caprioli, scoiattoli e nelle radure, potremmo osservare le tracce sulla neve del gallo cedrone e magari avvistarlo.

La malga anche se chiusa è un buon punto per fermarsi e riprendere fiato, magari soffermandosi a guardare il magnifico panorama che si estende dalle montagne delle alpi Lusia, alle Pale di San Martino e alla vicina Cima del Colbricon. Mancano ancora un centinaio di metri di dislivello in salita per raggiungere la nostra meta: i laghi di Colbricon e l’omonimo passo. Da qui Il bosco si fa più rado e in meno di un’ora raggiungiamo i laghi. Una rapida sosta al vicino rifugio, ancora chiuso, per poi proseguire lungo il sentiero per il Passo Rolle. Dopo un buon ristoro al rifugio vicino al passo, possiamo fermarci a dormire oppure rientrare in giornata seguendo l’itinerario a ritroso. [caption id="" align="alignnone" width="335" caption="Colbricon"]Colbricon[/caption]

Mirko Sotgiu